Wednesday, January 30, 2013

Stockholm Fashion Week AW 13: the first impressions


My first thoughts from the Stockholm Fashion Week.
Le prime riflesioni sulla settimana della moda di Stoccolma.

Season after season I realized that what I have to find in the Stockholm Fashion Week is something different from what I use to look for in a fashion week. In Milan my eyes are just for Prada while in Paris I never miss a streaming of Luis Vuitton and that's because are Mark and Miuccia the ones who teach us what we will like and give us a glimpse of what we'll see in all the shop the next season: optical prints, skirts Grease style or small and colorful furs to wear during summer depending on the year. To me that's fashion: present something unique, different and readapt the boundaries of common taste.
But in Stockholm, now I learned, things work in another way. The Nordic designers don't set the trends but, season after season, define and strength their brand identity with pragmatic collections conceived not (just) for the catwalk.
We are at the antipodes of the haute couture, miles away from Chanel's chiffon swans and the voluptuous flowers of Raf Simons. We are in front of a kind of fashion that is made not just to be seen yet to be bought, used, consumed.
And it's following this principle that Back and The Local Firm speak to the underground soul os the Sweds with collections that seem to come straight from Berlin in the end of the 90s: statement t-shirts, hoodies, nets and, ça va sans dire, a lot of black.
On the other side of the coin there are Ida Sjöstedt's lace dresses, the silky fitted silhouettes of Stylein and the skinny leather pants presented by Hunkydory that charm and make whisper all the party girls.
Neat point of views for brands that like to please their audience proposing, season after season, a coherent style that doesn't puzzle the customers and it's extremely effective from a lot of different perspectives (just to give you an example in 2012 Back increased of 60% its sales worldwide).
Precise, incisive, concrete: that's Stockholm style baby!


Back

Più passano le stagioni e più mi rendo conto che quello che devo cercare nella Stockholm Fashion Week è qualcosa di diverso da quello che di solito mi aspetto di trovare in una settimana della moda. A Milano aspetto sempre con ansia lo show di Prada, mentre a Parigi non mi perdo mai lo streaming di Louis Vuitton, perché di solito sono loro, Mark e Miuccia, a farci vedere in anteprima quello che ci attenderà in tutte le vetrine l'anno successivo, che siano stampe optical anni 60, gonne a ruota alla Grease o piccole code in pelliccia colorata da portare in estate. Il fascino della moda per me sta tutto lì: presentare qualcosa di assolutamente diverso, a cui nessuno aveva mai pensato, e riadattare i limiti del gusto.
Ma a Stoccolma, ormai ho imparato, non è così. Gli stilisti del nord non dettano il trend ma, stagione dopo stagione, definiscono e rinforzano la propria identità con collezioni molto pragmatiche, pensate per il mercato e non (solo) per la passerella.
Siamo qui agli antipodi dell'haute couture, lontani mille miglia dai cigni di chiffon di Chanel e dai fiori voluttuosi di Simons, siamo davanti ad una moda non fatta solo per essere vista ma volutamente creata per essere comprata, usata, consumata.
È così che le sfilate più attese del primo giorno, Back e The Local Firm, parlano all'animo underground degli svedesi con collezioni che sembrano uscite dalla Berlino di fine anni 90: statement t-shirt, reti, cappucci, styling scompigliato e, ça va sans dire, tanto tanto nero. Modelli che sottolineano lo stile da "cattivi ragazzi" dei due brand e che hanno mandanto in visibilio tutte le stylist svedesi.
L'altra faccia della medaglia è rappresentata invece dagli abiti  in pizzo di Ida Sjöstedt, dalle silhouettes in seta pennellata di Stylein e dagli skinny in pelle di Hunkydory che ammaliano e assecondano il gusto delle più modaiole.
Punti di vista riconoscibili per brand che amano compiacere il proprio pubblico, puntando stagione dopo stagione su uno stile coerente, che non disorienta ed è estremamente efficace, soprattutto se si guarda al fatturato (basti l'esempio di Back che solo l'anno scorso ha cresciuto del 60% il volume delle proprie vendite).
Preciso, incisivo, concreto: it's the Stockholm style baby!

 The Local Firm


Stylein


 Back


 Hunkydory


Ida Sjöstedt


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1 comment:

Luba Dimitrova said...

Amazing review !


XX Luba

Well Living BLog :: mixing red, pumpkin and black in my look today
http://www.well-living-blog.com

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