Tuesday, July 3, 2012

Is Man fashion dead?

Burberry - John Galliano - j.w. anderson

Last week, after Milano Man Fashion Week, the editor in chief of Vogue Italia Franca Sozzani, reported the disputable taste of a lot of collection presented on the catwalks. Paris just confirm the trend. This make me wonder: is man fashion dead?
Alla fine delle sfilate di Milano Franca Sozzani aveva denunciate il gusto quantomeno opinabile di molte collezioni della moda uomo, Parigi non smentisce la tendenza, allora forse è giusto chiedersi: la moda uomo ha ancora senso?

 From Thom Brown and Louis Vuitton to John Galliano and Raf Simon, during the man fashion weeks we saw a lot of impressive collections, perfect for a shooting, but really difficult to wear, if you are not a fashion victim.

Just a few designers stand out of the crowd with elegant and edgy collections, built on  tailored cuts. Armani's double-breasted blazers, the classy Missoni's cardigan combined with a pair of jeans, Gucci's black and white contrasts and the red symphony presented by Hermes, look like lightning in the night, overwhelmed with a multitude of proposal created to shock. To quote Franca Sozzani's words:"Those colored bags carried on hairy arms, those cropped pants and polo shirts, so tight they showed through, depending on the body’s shape, toned-up biceps or curved bellies, were not a nice sight for anyone." I completely agree with her point of view. Who would wear Burberry's pink reflector trench coat, the mini tunic by Muller or the maxi dress designed by Rick Owens if not to be featured in a street style post?

The man fashion is becoming more and more exasperated and extreme, maybe to make people talking, maybe to attract journalists and buyers that are boycotting the shows. Thinking about the empty front rows really made me wonder: is a fashion industry  centered on a small group of fashionistas still sustainable?
In my opinion what we need are concrete and wearable collections, able to glamorize the musts of the man elegance. We need designers that use their creativity to reinvent themselves without coups de théâtre, designers able to make people applaude in the middle of the scene just revisiting their style, as king Giorgio (Armani) does. This is the only way to bring the man fashion back to life, transforming the style into something that exists in real life and not just on magazines.

 Gucci


Dsquared2

Da Thom Brown a Louis Vuitton, passando per John Galliano e Raf Simons quelle presentate durante le settimane della moda uomo sono collezione di grande effetto, sicuramente perfette per un redazionale, ma difficilmente indossabili, se non da poche fashion victim.

Pochissime sono le voci fuori dal coro, che osano presentare collezioni eleganti e misurate, dove a farla da padroni sono i tagli sartoriali e il buon gusto.
I blazer doppiopetto di Armani, i classici cardigan fiammati da indossare con un bel paio di jeans di Missoni, i contrasti black and white di Gucci e la sinfonia in rosso di Hermes sembrano solo lampi nella notte, sovrastati da una miriade di collezioni costruite intorno ai colpi di testa.
Per citare le parole della direttora "Quelle borse colorate  al braccio peloso con i pantaloni sopra la caviglia e la polo così stretta da lasciare trasparire, a seconda della forma fisica, bicipiti palestrati o pancette tonde, non sono un bello spettacolo per nessuno."
Mai frase fu più azzeccata e condivisibile. Quanti sono quelli che indosserebbero realmente il trench fucsia catarifrangente di Burberry, le tunichette di Mugler o i maxi abiti di Rick Owens di se non per finire su qualche post di street style?

La moda uomo è sempre più volutamente esagerata ed esasperata, forse per far parlare di se, forse per attirare il pubblico di giornalisti e compratori che la sta sempre più boicottando. Davanti alle sfilate aperte e alle prime file vuote, è forse il momento di chiedersi se una moda tutta incentrata su un piccolo gruppo di modaioli convinti sia realmente sostenibile.
C'è bisogno di collezioni concrete, indossabili, che trasformino e ridiano lustro ai grandi must dell'eleganza maschile. C'è bisogno di stilisti che sappiano reinventarsi senza bisogno di colpi di scena, c'è bisogno di saper scatenare applausi a scena aperta con la rivisitazione di uno stile di che si porta avanti da quasi 40 anni, come fa re Giorgio. E' questo il solo modo per fare in modo che le passerelle non siano solo il riflesso di uno stile che esiste solo sulle pagine patinate.

Giorgio Armani


 Acne


Hermès


Moncler Gamme Bleu


Mugler


Missoni


 Rick Owens


Raf Simons


 Thom Brown


Louis Vuitton

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2 comments:

El blog mery of the style said...

Hello beautiful collecction.
Dsquared2 and Gucci love it.
kiss.
http://mary1975.blogs.elle.es/

Luba Dimitrova said...

I am loving Gucci and Hermes collections !
Great post !
XX
Luba

http://very-well-living.blogspot.com/

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